mercoledì 31 maggio 2017

Natura e acque turchesi: il Lago Lagazzuolo

Quest'anno l'estate pare non farsi desiderare poichè sembra addirittura essere arrivata in anticipo.
Per molti la bella stagione è sinonimo di ferie, vacanze e mare, ma per i più sportivi e amanti della montagna l'estate porta con sè il profumo di larici, pini e abeti, di alpeggi e fresche acque di torrenti e specchi d'acqua montani: traduzione - è finalmente tempo di passeggiate, trekking ed escursioni in alta quota!

Da buona valtellinese, amo le montagne e adoro scoprire ogni anno nuove destinazioni alpine.
Tra le mie mete favorite in assoluto, spicca senz'altro il Lago Lagazzuolo in Valmalenco, valle laterale della Valtellina che si incunea tra le Alpi Retiche Occidentali. 
Il lago si raggiunge abbastanza facilmente, attraverso ripidi sentieri fortunatamente ombreggiati dal verde bosco del Monte Braccia.




Ma ora le informazioni dettagliate su come raggiungere il sentiero:
Salendo da Sondrio con la provinciale 15 della Valmalenco, superata Chiesa, giungerete pochi minuti dopo a San Giuseppe.
Lasciando sulla destra la strada che sale ai Rifugi Barchi, Palù e Motta, poco più avanti sulla sinistra troverete lo slargo dove inizia il percorso (m. 1455). Qui i segnavia vi indicheranno il sentiero 321 con destinazione Lagazzuolo.





Lasciata la macchina, un piccolo sentiero sulla sinistra tra l'erba e pochi alberi vi condurrà verso il Torrente Mallero che attraverserete su di un ponticello.
Poco più avanti sulla destra troverete un grosso masso con l'indicazione per il Lagazzuolo e dopo un breve tratto di piano inizierete a salire rapidamente attraverso un percorso a zig-zag, a volte facilitato da gradini rudimentali, lungo ripidi corridoi in mezzo agli alberi.

Giunti all'alpeggio, dopo circa un'ora e mezza, i vostri sforzi verranno ripagati alla vista, pochi metri più avanti, del famoso lago dalle acque turchesi: qui, dopo circa 600 m di dislivello, avrete raggiunto una quota di 1975 m.

Peculiarità di questo lago, sono i colori che l'acqua assume a seconda dell'angolazione da cui lo si guarda: ma qualunque sia la prospettiva, questo luogo lascia chiunque senza parole.









giovedì 18 maggio 2017

Valtellina tra storia e preistoria

Valtellina è anche storia e preistoria: dal 1° giugno infatti, dopo 10 anni di chiusura, sarà riaperto e nuovamente fruibile dal pubblico il museo della Villa Visconti Venosta di Grosio. 


Il palazzo, appartenuto all'illustre famiglia che gli dà il nome, si trova a fianco della casa parrocchiale del paese, circondato da un ampio giardino.


fonte: http://www.valtellinaturismo.com/

Dal mese prossimo, guide esperte accompagneranno il visitatore tra loggiati e affreschi settecenteschi, riscoprendo un'eredità da troppo tempo nascosta e ignorata, immergendosi in un'atmosfera rinascimentale.




fonte: http://www.grosio.eu/


Oltre alla villa, verrà riaperto l'annesso Parco delle Incisioni Rupestri, istituito nel 1978 per salvaguardare e valorizzare il patrimonio archeologico della zona. 

Il parco si divide tra il "dosso dei castelli", in cui sarà possibile visitare i resti del Castello Vecchio di S. Faustino (X-XI secolo) e del Castello Nuovo visconteo (XIV secolo), e tra la "Rupe Magna", una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino.

Scoperta soltanto nel 1966, presenta circa 5000 incisioni datate tra il IV e I millennio a.C., i cui temi ricorrenti sono figure antropomorfe ma anche animali, figure geometriche, coppelle ed oggetti della vita quotidiana (ad esempio, i rastrelli). Croci e simboli della religiosità cristiana documentano poi la continuità della pratica di incidere la roccia anche in epoca più recente. 

Molto interessante anche la possibilità, su prenotazione, della partecipazione a specifiche iniziative e laboratori didattici rivolti ai più piccini: un modo dinamico e coinvolgente per avvicinare i giovani alle tematiche dell’archeologia e della storia locale.



fonte: http://parcoincisionigrosio.org/

Per info e prenotazioni: + 39 346 333 1405 oppure info@parcoincisionigrosio.it


mercoledì 17 febbraio 2016

La ricetta del nonno: la Bisciola

Tutti voi avrete assaggiato almeno una volta la famosa bisciola o panettone valtellinese, dolce tipico natalizio... in caso contrario vi consiglio di rimediare subito!


Per mio nonno è praticamente il cavallo di battaglia, perciò, dopo averlo lusingato a dovere sono riuscita a strappargli la sua ricetta segreta!
Cosa state aspettando? Correte in cucina! 


Ingredienti 
  • farina bianca 500 g
  • burro 200 g
  • 2 uova 
  • zucchero 200 g
  • noci 200 g
  • uvetta 200 g
  • fichi secchi 200 g
  • pane degli angeli 1 bustina
  • buccia grattugiata di 1 limone
  • un pizzico di sale
  • 1/2 bicchiere di grappa

 Preparazione
  • Lavare l'uvetta 
  • Rimuovere dai fichi il picciolo e tagliarli a pezzetti
  • Sminuzzare grossolanamente le noci
  • Versare la frutta in una pentola con la grappa e lasciarla macerare un'intera notte...
  • Mettere burro fuso, uova e zucchero in una bacinella e lavorare l'impasto per una ventina di minuti
  • Spargere in tavola farina e lievito facendo una fontanella al centro e poi versare burro e uova impastando bene il tutto
  • Aggiungere poco alla volta la frutta e lavorare l'impasto
  • Formare dei "pani" di circa 500 g  cadauno e dorarli con l'albume di un uova sbattuto
  • Disporre su un foglio di carta da forno i panettoni, abbastanza distanti tra loro
  • Infornare a 180° (forno preriscaldato) e coprire la teglia con un pezzo di carta da forno e cuocere per 20 minuti
  • Togliere la carta di copertura e continuare la cottura per altri 30/35 minuti (tutto dipende dal tipo di forno).


Ora che la vostra Bisciola è pronta, (se tutto è andato secondo i piani) potete servirla a fette accompagnate con panna montata e un buon bicchiere di Sforzato!
Buon appetito!




domenica 7 febbraio 2016

Astronomi per un giorno

"Chi ci ha dato gli occhi per vedere le stelle senza darci le braccia per raggiungerle?"


Inaugurato nell'ottobre del 2009, l'Osservatorio Giuseppe Piazzi (dal nome del noto astronomo valtellinese) sorge tra i boschi della località San Bernardo di Ponte in Valtellina, a quota 1.283m. 




Il progetto, nato per volontà dell'Associazione Astrofili Valtellinesi (AAV), consiste in una precisa attività scientifica di ricerca e di studio degli oggetti minori del nostro universo.

Ma c'è dell'altro! l'Osservatorio offre infatti numerose attività rivolte agli appassionati ma anche alle scuole, organizzando visite diurne e conferenze sul mondo dell'astronomia.

Nelle visite serali invece sono proposti convegni con visione e analisi del cielo stellato attraverso le specifiche attrezzature a disposizione. 

Per gli amanti della natura, alla visita può essere poi abbinata una piacevole passeggiata (anche guidata)  lungo il Sentiero Botanico sottostante l'Osservatorio, tra faggeti, querce e larici. 



E per chi volesse fare uno "spuntino" di pizzoccheri e salumi tipici, l'agriturismo Al Tiglio farà al caso vostro!

Cosa state aspettando, chi di voi vuole diventare astronomo per un giorno?

Per info e prenotazioni:
 www.osservatoriopiazzi.it


sabato 6 febbraio 2016

Passo dello Stelvio Patrimonio UNESCO?

Qualcuno di voi ricorderà o avrà almeno sentito parlare della proposta, presentata nel 2005, di candidare la zona dei vigneti terrazzati del versante Retico come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, rivelatasi poi fallimentare per motivi non del tutto noti.
Ma eccoci qui, dopo ben 11 anni, orgogliosi e nuovamente fiduciosi nella possibilità di un nuovo riconoscimento, al fine di promuovere il nostro territorio e la peculiarità dei suoi paesaggi unici.



A Bormio infatti, le varie istituzioni legate al turismo e al territorio stanno discutendo sulle potenzialità che potrebbe avere il noto brand turistico "Passo dello Stelvio", valico automobilistico più alto d'Italia (1.785 m), divenuto famoso nel mondo del ciclismo nel 1953, quando venne inserito per la prima volta nel tracciato del Giro d'Italia.


E' programmato per venerdì 19 febbraio il convegno dal titolo "Il paesaggio culturale del Passo Stelvio come Patrimonio Unesco: prospettive e potenzialità” che si terrà a Bormio, nella sala conferenze della Banca Popolare di Sondrio, (via Roma n. 131) ore 20.30, ingresso libero.


Saranno presenti all'incontro il sindaco del Comune di Bormio Giuseppe Occhi, la Comunità Montana Alta Valtellina, l’assessore al turismo Filippo Compagnoni, la Provincia di Sondrio, il consigliere con delega al turismo Alessandro Pedrini, e l’Unione del Commercio Turismo e Servizi della provincia di Sondrio, con il presidente Loretta Credaro

Ci faranno inoltre visita dalla Svizzera Paolo Sterli, dirigente Regione Grigioni sud RhB, per parlare della Ferrovia Retica entrata a far parte dei siti UNESCO nel 2008, mentre per parlare del Passo Stelvio è prevista la presenza del giornalista sportivo Pietro Illarietti



A chiudere gli interventi ci sarà Sandro Faccinelli, organizzatore della serata ed ex direttore della Fondazione ProVinea, che a suo tempo si occupò della candidatura dei terrazzamenti.

venerdì 20 novembre 2015

Quando Carducci fu ingannato dal «Sassella del ' 48»

«Giosuè Carducci si trovava in vacanza a Madesimo nel 1888, prese l' abitudine di giocare a briscola con gente del posto. 
Una sera, quei burloni gli offrirono una bottiglia dicendogli che si trattava di un vino stravecchio, Sassella gran riserva 1848. 
Il poeta toscano ne fu tanto entusiasta da scrivere l' ode «A una bottiglia di Sassella del 1848». Peccato che il vino invece fosse del 1885: gli amici avevano truccato l' etichetta». 

Mastrorilli Enzo

Pagina 55
(25 gennaio 2004) - Corriere della Sera



Giosuè Carducci - Odi barbare 
Delle Odi Barbare Libro I

A UNA BOTTIGLIA DI VALTELLINA 
DEL 1848


E tu pendevi tralcio da i retici
balzi odorando florido al murmure
de’ fiumi da l’alpe volgenti
ceruli in fuga spume d’argento,



quando l’aprile d’itala gloria
da ’l Po rideva fino a lo Stelvio
e il popol latino si cinse
su l’Austria cingol di cavaliere.

E tu nel tino bollivi torbido
prigione, quando d’italo spasimo
ottobre fremeva e Chiavenna,
oh Rezia forte!, schierò a Vercea

sessanta ancora di morte libera
petti assetati: Hainau gli aspri animi
contenne e i cavalli de l’Istro
ispidi in vista dei tre colori.

Rezia, salute! di padri liberi
figlia ed a nuove glorie piú libera!
È bello al bel sole de l’alpi
mescere il nobil tuo vin cantando:

cantando i canti de i giorni italici,
quando a’ tuoi passi correano i popoli,
splendea tra le nevi la nostra
bandiera sopra l’austriaca fuga.

A i noti canti lievi ombre sorgono
quei che anelando vittoria caddero?
Sia gloria, o fratelli! Non anche,
l’opra del secol non anche è piena.

Ma nei vegliardi vige il vostro animo,
il sangue vostro ferve ne i giovani:
o Italia, daremo in altre alpi
inclita a i venti la tua bandiera.





Se vi dico Valtellina?

Ciao a tutti! da oggi ognuno di voi potrà condividere con noi foto e video taggando la nostra pagina Facebook Vivere Valtellina!


Commentate questo post con la prima parola che vi viene in mente pensando alle montagne innevate o alla sensazione provata al primo boccone di qualche delizioso prodotto tipico!



Vi lascio con un simpatico video!






Mara


giovedì 19 novembre 2015

Le Vostre Esperienze

Questo mese ho scelto di "aprire" il mio blog a VOI, raccogliendo le vostre esperienze come un vero e proprio diario di viaggio

Spero che queste piccole gite valtellinesi, che troverete nei post seguenti, possano darvi qualche spunto per passare una giornata o un weekend in valle!

Un ringraziamento al mio staff che ha collaborato con impegno e dedizione, descrivendo in maniera coinvolgente le proprie avventure e condividendole con voi! 


Che dire... buona lettura!!!




Ringrazio


Denise e il weekend a Chiavenna
Erica e la scoperta delle cantine di Morbegno
Gabriel e l'avventura al Fly Emotion ad Albaredo
Valeria e il trekking in Valmalenco
Simona e il tifo alla Valtellina Wine Trail
Mara e la gita adrenalitica "su due ruote
Martina C. e la  giornata a Teglio
Martina A. e lo sci all'Aprica
Beatrice e il divertimento a Livigno

Grazie ragazzi!!!


Chiara


mercoledì 18 novembre 2015

Simona - Wine Trail tra i vigneti

Lo scorso sabato, devastata dalla noia, mi sono ricordata che la mia amica Chiara mi aveva parlato di un evento nella sua città: la Valtellina Wine Trail.

Non sapendo cosa fosse ho cercato un po' in internet ed ho scoperto che è una gara di corsa lungo le vie dei terrazzamenti valtellinesi; precisamente quest'anno, alla sua terza edizione, avrebbe previsto tre percorsi distinti: la maratona (42km da Tirano a Sondrio) e la mezza (di 21km da Chiuro a Sondrio) e la "Sassella trail" di 11km (nome del vigneto attraversato durante la gara, da Castione a Sondrio).

Percorso della 21km

Incuriosita dalle foto e dai video trovati online ho deciso di accettare la proposta della mia amica, quindi, macchina fotografica al collo, ho preso il treno in direzione di Tirano.
Chiedendo in biglietteria ho scoperto l'esistenza di un biglietto giornaliero "Io Viaggio" a circa 17 euro, valido per tutta la Lombardia (per info Io Viaggio).

Dopo circa un'ora di viaggio, nei pressi di Colico, ho iniziato a vedere le prime Alpi valtellinesi e dopo circa 20 minuti sono arrivata a destinazione.

Alla stazione c'era ad aspettarmi Chiara che mi ha portato in macchina presso il Castel Grumello (delle bellissime rovine di un castello risalenti al XIV secolo) e qui estraendo la mia Reflex e ho cominciato a sbizzarrirmi, cercando di catturare al meglio il fantastico panorama.

Corsa al castel Grumello

Dopo circa mezz'ora abbiamo visto passare il padre di Chiara, partecipante della mezza maratona, che, nonostante la fatica della corsa, ci ha salutato con un cenno del capo incitato dai nostri cori.

Walter, padre di Chiara
Castel Grumello

Dopo aver fatto altri scatti del paesaggio siamo scese verso il centro di Sondrio per andare all'arrivo della gara, in piazza Garibaldi e poi abbiamo assistito alla premiazione.


Arrivo in piazza Garibaldi

E dopo.... PIZZOCCHERI PER TUTTI!

Io e Chiara a Sondrio

E' stata un'esperienza davvero bella e penso proprio di tornarci anche l'anno prossimo per la prossima edizione!
L'unica pecca è il fatto che non sia tanto conosciuta fuori dalla Valtellina, dovrebbe essere sponsorizzata molto di più in quanto è un'iniziativa molto carina e per tutte le età!


Ecco il video ufficiale della gara!!!

Per maggiori info www.valtellinawinetrail.com

Simona

lunedì 16 novembre 2015

Martina A. - Inverno all'Aprica

È inverno, fuori fa freddo, e cosa c’è di meglio da fare se non staccare dalla solita frenetica routine cittadina per dedicarsi ad una fantastica gita in montagna con gli amici?

Per passare un weekend differente dal solito decidiamo di dirigerci in Valtellina più precisamente nella località chiamata Aprica.
Questa località mi ha vista crescere visto che, ogni inverno, ci andavo sempre con i miei genitori e quindi ho suggerito questo weekend ai miei amici, che entusiasti hanno prontamente accettato.
La mattina levataccia alle 4 e dopo aver bevuto litri di caffè a colazione per rimanere svegli e aver preparato una borsa piena di dolci per cibarci durante il nostro lungo viaggio, (dato che il viaggio, da Milano, prevede circa 3 ore), siamo partiti e abbiamo raggiungiunto il nostro hotel.



Appena arrivati al fantastico Hotel Aprica Garni, ci siamo subito meravigliati della struttura perché ci sembrava di essere in una casa di montagna, piuttosto che in un albergo. Inoltre l’hotel si trova in una posizione centrale che permette ai visitatori di scoprire le ricchezze presenti sul territorio valtellinese.
Appena entrati in stanza, abbiamo scaricato i bagagli per dirigerci immediatamente alle immense piste da sci, che distano dall’hotel solo 150 metri.

foto copertina   

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Hotel Aprica Garni

Io e i miei amici abbiamo sciato sulle immense piste innevate fino all’ora di pranzo, o meglio fin quando non abbiamo deciso di andare a mangiare, in un ristorantino della zona, piccolo ma molto accogliente oltre che gestito da persone molto cordiali e disponibili.

   




In questo ristorante abbiamo avuto la possibilità di scegliere tra molte specialità valtellinesi e quindi per assaggiare un po’ di pietanze locali abbiamo deciso di scegliere piatti diversi tra loro.

 


Ristorante “Piccolo chalet”
Abbiamo deciso di prendere l’antipasto per assaggiare i famosissimi sciatt, frittelle di grano saraceno ripiene di formaggio, accompagnati da cicoria e salumi. Dopo l’antipasto, sotto consiglio esperto della proprietaria, abbiamo preso gnocchetti con bresaola e funghetti, ziguner e tagliata, qualcuno invece non ha saputo resistere ai famosi pizzoccheri e per non farci mancare niente abbiamo deciso anche di ordinare dei dolci caserecci.



Sciatt
Gnocchetti con bresaola e funghetti
Ziguner e tagliata
Pizzoccheri
Dopo il favoloso pranzo e con la pancia piena abbiamo deciso di uscire da quel luogo così caldo e accogliente per dirigerci fuori al freddo, però d’altronde non si può sprecare una giornata così bella non visitando l’Aprica.
Abbiamo, quindi, optato per fare un giro in funivia per ammirare dall’alto l’Aprica in tutto il suo splendore. Ci siamo quindi diretti verso Magnolta per prendere la funivia che da un’altezza di 1214 metri ci ha portati ad una quota di 1875 metri. Questa vista mozzafiato, oltre a permetterci di assistere ad un’incantevole paesaggio posto ai nostri piedi, ci ha permesso di capire quanto, in realtà, siamo piccoli rispetto a tutto quello che ci circonda.


Il secondo giorno abbiamo deciso di visitare l’osservatorio eco-faunistico alpino, inaugurato il 25 luglio 1997, per osservare la flora e la fauna valtellinese.

Questo osservatorio è un’ampia area che si estende su circa 25 ettari di terreno con confini ben delimitati. Al suo interno si delinea un percorso didattico molto interessante perché consente di conoscere da vicino la flora e la fauna presenti nelle Alpi.
Osservatorio eco-faunistico Aprica


L’accesso all’osservatorio prevede il costo del biglietto (che comprende il materiale illustrativo e la possibilità di usufruire dell’impianto di risalita per raggiungere l’osservatorio) ed è consentito solamente se si partecipa alle visite guidate. Le visite sono aperte a tutti, però il numero dei visitatori è limitato, per evitare di disturbare gli animali che vivono all’interno del parco.
La partenza per le visite guidate si trova a monte e per raggiungerla dal centro abitato basta usufruire dell’impianto di risalita del Palabione.





  Impianto di risalita del Palabione


All’interno dell’osservatorio tra i tanti animali vivono camosci, stambecchi e caprioli, oltre all’orso bruno ed i rapaci, ma anche alcuni esemplari di fauna in via d’estinzione come il Gallo cedrone (simbolo delle parco delle Orobie valtellinesi).





Camosci
Gallo cedrone
Quest’esperienza è stata fantastica perché oltre ad aver imparato molte cose nuove sulla flora e la fauna presenti all’osservatorio, siamo potuti stare a contatto con gli animali diretto nel loro ambiente naturale e credo che non ci sia cosa più bella di questa sensazione.

Il pomeriggio, a malincuore per la fine di questo meraviglioso weekend alternativo, abbiamo dato un’ultima occhiata al paesaggio innevato che ci si presentava innanzi e siamo partiti alla volta di Milano.



Martina A.

per info & contatti:

Hotel Aprica Garni
Corso Roma, 253-257, 23031 Aprica (SO)
Tel: 0342 746103
Sito web: http://www.hotelaprica.it/


Ristorante Il Piccolo Chalet
Indirizzo: Via Magnolta, Località Parade, 23031 Aprica (SO)
Cell. 333 532 1603

Denise - Luoghi magici in Valchiavenna

Ciao ragazzi!
Diciamoci la verità, tra università, lavoro, treni che si perdono, libri che aumentano sulla scrivania e le ore passate in mezzo al traffico si arriva al punto di non sopportare più niente. L'unica cosa da fare è evadere, andare via, lontano da tutto il trambusto, la confusione e la gente matta che popola Milano. Per andare dove? Io ho scelto la Valchiavenna e questa scelta la rifarei altre mille volte!


Sabato mattina, la sveglia è suonata un po' prima del solito, ma la mia valigia era lì, pronta ad aspettarmi, come il mio ragazzo che è stato mezz'ora in macchina sotto casa... Sono le 8 del mattino e con una brioche in mano e mille briciole sul sedile partiamo alla scoperta di un posto tutto nuovo. Fortunatamente non troviamo traffico e in un'ora e mezza arriviamo all'Hotel Flora, un graziosissimo albergo a due stelle situato nel centro storico di Chiavenna, molto accogliente tanto da farti sentire subito a casa. La signora alla reception ci ha accolto con un grande sorriso, ci ha consigliato i posti da visitare durante in nostro soggiorno e ci ha mostrato la nostra camera, rendendosi disponibile per qualsiasi informazione.

Lasciamo i bagagli non ancora disfatti per non perdere tempo, ci armiamo di guida turistica e macchina fotografica e poi... via!
La nostra prima meta è Palazzo Vertemate Franchi, situato precisamente a Prosto di Piuro, principale attrazione turistica della Valchiavenna e fortemente consigliato anche dalla signora Pina, proprietaria dell'Hotel. 


In macchina ci mettiamo pochissimo ad arrivare. Parcheggiamo e decidiamo di entrare.
Al suo interno troviamo due ampi saloni e varie salette minori tutte affrescate con scene mitologiche. La sfarzosità degli ambienti lascia davvero senza parole, sembra quasi di tornare indietro nel tempo e nel corso della visita continuavo a chiedermi:"chissà come sarebbe stato vivere qui.."
Il complesso è preceduto da un orto e da un vigneto, troviamo anche un giardino con tanto di chiesetta. Ci facciamo trascinare dall'atmosfera di questo palazzo per circa due ore, dopodiché decidiamo di tornare verso il centro e cercare un posticino carino per mangiare.

La via del centro è piena di ristoranti, ci fermiamo da "Crotto al Prato" un locale molto rustico dove decidiamo di prendere il menù fisso a 15 euro che comprende antipasti, gnocchetti chiavennaschi (buonissimi), carne con patate e la mitica polenta!  
Voto 10 agli gnocchi, buoni e semplici, conditi solo con del burro e del formaggio, squisiti anche per me che gli gnocchi non li mangio mai!




Con la pancia piena forse è meglio fare una bella camminata, ed ecco allora che ci incamminiamo verso il "Parco Paradiso". 
Un tempo qui si potevano trovare i luoghi di difesa militare, oggi questi hanno lasciato il posto ad un giardino botanico su due livelli con piante mediterranee che crescono grazie al clima del mite luogo. 
Camminando tutt'intorno ci è capitato di trovare anche resti delle fortificazioni e delle lapidi delle vecchie abitazioni. Qui è possibile ammirare Chiavenna dall'alto con tutti i suoi colori! Il prezzo del biglietto è di 3 euro ma per me vale assolutamente la pena, non si può non visitarlo, è stata proprio una passeggiata piacevole e il tempo è volato mentre noi ammiravamo le bellezze che ci circondavano. Ricco di scalinate e sentieri, suggestivo a mio parere anche per chi ama la fotografia. Da amante di piante e botanica sicuramente questo è stato il posto che mi è piaciuto di più. Mi piace perdermi tra la natura, ammirarla e lasciarmi incantare. Andateci perché rimarrete senza parole!



Il nostro primo giorno si è concluso con un po' di shopping nel centro storico, pieno di negozi ma anche di ristoranti. Ogni volta si apre la caccia al souvenir da portare a mamma e papà e questa volta cosa c'è di meglio se non qualche salume o formaggio tipico?!
Dopo una doccia veloce decidiamo di scendere al ristorante dell'albergo per assaggiare la Bresaola, salume tipico valtellinese e ci facciamo coccolare dai sapori del luogo e da un buon calice di vino rosso, consigliato dal cameriere (io di vini non ci capisco niente!).


Domenica è il nostro ultimo giorno, carichiamo i bagagli in macchina, salutiamo la signora Pina e la ringraziamo per la sua cordialità. 

Prima di metterci in viaggio verso Milano però decidiamo di andare a vedere le "Marmitte dei Giganti", anche per posticipare il più possibile il nostro rientro.
opera di land art nel parco

Questo parco si trova poco fuori Chiavenna, noi ci siamo persi perché il mio ragazzo ha deciso di non seguire le indicazioni stradali, ma in realtà è molto semplice arrivarci quindi consiglio a tutti coloro che decidono 

di passare un week end in Valchiavenna di andarci!

Il parco è facilmente percorribile seguendo le indicazioni e i sentieri, è ricco di storia in cui si possono osservare anche i fenomeni glaciali, l'estrazione della pietra ollare e le incisioni rupestri.
Personalmente mi è piaciuto molto e la vera attrazione secondo me sono le erosioni glaciali sulle rocce dovute appunto allo scioglimento del ghiaccio. La forza della natura e tutti i suoi segni hanno un forte impatto su di me, mi fanno sentire minuscola e impotente. Consiglio vivamente questa "gita" da fare anche con i bambini, quando siamo andati noi c'erano un sacco di famiglie e tutti sembravano entusiasti di fare qualcosa di insolito e di visitare questa sorta di museo all'aperto.

Che dire... sicuramente abbiamo camminato molto, ma è stata una bellissima esperienza e cercherò di tornare più spesso in questo paradiso che tutto sommato non dista molto da Milano. Non ero mai stata in Valchiavenna e non avevo mai pensato di andarci fino a che non è stato proprio il mio ragazzo a propormelo, ho scoperto un posto nuovo e consiglio a tutti di visitarlo, lasciatevi trascinare come me dalle bellezze che questa valle può offrire!

Denise


per info & contatti:

Hotel Flora
Via Don Luigi Guanella, 10, 23022 Chiavenna (SO)
Tel: 0343 32254

Sito web: http://www.florahotel.com/

Palazzo Vertemate Franchi
Via del Palazzo Vertemate, 23020 Piuro (SO)
Tel: 0343 37485

Crotto al Prato
Via don Peppino Cerfoglia, 2, 23022 Chiavenna (SO)
Tel: 0343 37248

E-Mail: info@crottoalprato.it


Parco delle Marmitte dei Giganti
    Parco delle Marmitte Giganti, 23022 Chiavenna SO
    Tel: 0343 33795

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